Viabuy è pignorabile?

Chi per una ragione, chi per un’altra, alcuni utenti si chiedono: Viabuy è pignorabile? La risposta breve è sì. Non è detto però che sia un’operazione così semplice da effettuarsi ed in questo articolo guida ti spiegheremo perché.

Iniziamo con il dire che, in pratica, stiamo parlando di una delle poche carte prepagate con Iban straniero circolanti oggi in Italia. Per questo motivo – come vedremo meglio più avanti – non è detto che sia facile riuscire pignorarla.

Non solo, Viabuy nella sua versione base (IDV1) è anonima, caratteristica davvero particolare che la rende appetibile a tutti quegli utenti che vogliono mantenere un certo grado di riservatezza.

Al contempo, nonostante questa sia una questa prepagata, offre una moltitudine di servizi che ne amplificano i punti di forza legati ai diversi livelli di protezione della privacy offerti.

Perché Viabuy è difficilmente pignorabile?

Il presupposto da cui partire per rispondere a questa domanda è che: qualunque bene, sia esso materiale che immateriale è pignorabile nel momento in cui chi lo reclama ne conosce l’esistenza.

Nel caso della Viabuy sono due le caratteristiche che ne determinano la difficoltà a concretizzarne nella realtà il pignoramento, ovvero: Il fatto che, nella sua versione totalmente anonima la carta è richiedibile senza fornire documenti (livello identificativo IDV1), secondo, il fatto che la stessa è agganciata ad un codice Iban straniero.

Vediamo adesso cosa significa nella sostanza le due caratteristiche sopra riportate partendo dalla questione relativa l’anonimato.

Anonimato

Nel primo caso sono previste tre situazioni:

  1. IDV1, nessun documento richiesto (bassa operatività)
  2. IDV2, documento di identità, certificato di residenza (media operatività)
  3. IDV3, come al punto due più i documenti che dimostrino l’origine dei fondi (alta operatività)

Come vedi l’anonimato si mantiene solo ed esclusivamente rimanendo nel primo livello identificativo. Ne consegue che, per mantenere il completo anonimato bisognerà rinunciare necessariamente ad utilizzare la carta in modo intensivo.

Ora entra in gioco il vantaggio dell’avere un Iban straniero, vediamo perché questo rappresenta una prerogativa utile a chi teme un pignoramento.

Codice Iban straniero

Per chi ha necessità di movimentare somme importanti sulla propria carta, passando all’IDV2 perde l’anonimato e quindi la maggior tutela per quanto riguarda la privacy viene dall’avere un codice Iban straniero. Questo nella pratica complica (e non di poco) la possibilità di pignorare i fondi presenti sulla carta.

I fattori che contribuiscono a rendere la carta difficilmente pignorabile sono che i dati dell’utente risiedono in banche dati straniere. Di fatto extra nazionale non è tenuto a comunicare alla banca dati della Agenzia delle Entrate la lista dei propri clienti e dei rispettivi dati finanziari.

Ne consegue che, ad un semplice controllo la carta non viene rilevata perché i dati della medesima non sono di fatto presenti nel database (dove invece si trovano tutti gli Iban delle carte italiane).

Naturalmente, nel momento in cui si utilizzerà la carta per effettuare pagamenti di utenze, tasse o se sulla medesima si ricevono bonifici con accredito dello stipendio o della pensione in caso di indagini approfondite sarà possibile è possibile individuare la carta e l’ente che l’ha emessa.

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Come fa l’agenzia delle entrate a identificare una Viabuy

A questo punto hai certamente compreso che Viabuy è una carta emessa da una società che opera dal Regno Unito ed in quanto tale non tenuta a comunicare i dati dei suoi clienti alla nostra Agenzia delle entrate.

Però, nel caso in cui si riceve sulla carta lo stipendio o la pensione se l’ente controlla dove avvengono questi accrediti troverà l’Iban della carta. Stessa cosa se con la prepagata si pagano le utenze o servizi facilmente verificabili perché sono quelli che tutti comunemente paghiamo.

Di suo Viabuy in un certo qual modo è sempre una carta anonima in virtù del fatto che i dati sono conservati in un paese straniero. La nostra Agenzia delle Entrate può chiedere un pignoramento dei fondi presenti sulla carta nel momento in cui, dopo approfondite indagini, riesce a risalire al codice Iban della medesima.

Conclusioni

Come abbiamo potuto comprendere la carta Viabuy è tecnicamente anonima solo ed esclusivamente quando viene utilizzata in modalità IDV1 (ma ha una bassissima operatività). Passando al’IDV2 si hanno limiti di utilizzi più elevati ma al contempo si perde del tutto l’anonimato ed è quindi possibile che la carta venga individuata nel caso in cui scattino dei controlli approfonditi.

Nella pratica, soprattutto quando a richiedere il pignoramento è un privato, se lo stesso non è a conoscenza dell’esistenza della carta sarà per lui davvero difficile individuarla perché appunto non ne conosce l’esistenza.

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